Fake news: cosa sono, come difendersi?

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“L’ho visto su internet”
“L’ha scritto un mio amico su Facebook!”
“L’ho letto su un blog alternativo”

Quante volte abbiamo sentito qualcuno, magari un nostro conoscente, dire una di queste frasi. Magari noi stessi, qualche volta. Anzi, mi spoglio subito dei panni dell’infallibile e confesso che all’alba del fenomeno delle fake news anche io ho abboccato a qualcuna di esse.
Peccati di gioventù, siate indulgenti!

Le fake news, appunto. Ne avrete sicuramente sentito parlare, negli ultimi due anni l’argomento sembra aver trovato il giusto spazio tra i media, senza che il fenomeno accenni tuttavia a diminuire.
Per farvi un’idea della presa di coscienza del fenomeno, vi basta andare su Google Trends, cercare ‘fake news’ e osservare il trend degli ultimi cinque anni: dall’ottobre del 2016 la ricerca sull’argomento ha subito un picco che si è tenuto per lo più costante fino ad oggi.

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Da Google Trends.com : I numeri rappresentano l’interesse di ricerca rispetto al punto più alto del grafico in relazione alla regione e al periodo indicati. Il valore 100 indica la maggiore frequenza di ricerca del termine, 50 indica la metà delle ricerche.

Ma cosa sono, innanzitutto, le fake news? Letteralmente, traducendo dall’inglese, notizie false, del tutto o parzialmente inventate.
Perché?
Per screditare, per diffondere false informazioni, per indirizzare un pensiero politico, addirittura pilotare le elezioni, come nel caso di Trump. O ancora, motivo principale, per ottenere visualizzazioni, e nel meccanismo di internet, molte visualizzazioni portano molti soldi.

Ci sono diversi tipi di ‘fake news’, le principali sono due:

  • quelle completamente false: i parenti della Boldrini, le dichiarazioni di un qualunque politico, le foto della Boschi al funerale di Riina, le armi chimiche in Iraq…
  • quelle parzialmente inventate, strumentalizzate: notizie vere ma inserite fuori contesto, foto modificate, discorsi tagliati per stravolgerne il senso.

Come si propagano queste notizie? Il vero cavallo di troia sono i social network e gli smartphone. Scorrendo la vostra home di Facebook, ad esempio, troverete un flusso di riquadri quasi del tutto identici: in uno c’è la foto del vostro amico al mare, in uno la ricetta di un dolce, in uno ancora una notizia reale e in un altro, identico al precedente, una fake news, magari condivisa da un portale con un nome molto simile a quello di una reale testata online.

Insomma, come abbiamo visto le fake news sono ovunque e di qualunque tipo.
Come possiamo difenderci da loro? Cosa possiamo fare?

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La risposta principale è: navigare consapevolmente.
Non limitiamoci ad una sola fonte, cerchiamone altre e che almeno una di esse provenga da uno dei dieci siti di informazione più noti del Paese o della nostra città/regione. Se la notizia ci sembra eccessivamente clamorosa o dai toni troppo urlati, verifichiamo le firme dell’autore, che spesso nelle fake news sono assenti. Anche controllare la data è importante, spesso vengono spacciate per nuove delle notizie vecchie di anni e già abbondantemente smentite. Leggiamo tutto l’articolo, non limitiamoci a commentare o condividere una notizia solo dal titolo, spesso fuorviante. Verifichiamo anche l’estensione dei siti, spesso quelli che condividono fake news terminano con “.lo” oppure “.com.co”.

Dobbiamo, quindi, stare attenti a quello che leggiamo e soprattutto prenderci la responsabilità di quello che condividiamo sui nostri social network o a voce con altre persone. Se anche a voi è capitato di condividere una fake news raccontateci la vostra esperienza, insieme possiamo solamente migliorare e crescere!

 


thesixteeneleven.pngL’AUTORE DELL’INTERVISTA – FRANCESCO

Senior Analyst Developer e papà
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