È tempo di leggere libri senza tempo

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Ahimè le vacanze sono terminate, le lunghe giornate in spiaggia sotto l’ombrellone, accarezzati da un fresco venticello di maestrale sono finite, e tutti abbiamo ripreso a lavorare. Tuttavia c’è sempre qualcosa che rende il rientro a lavoro meno traumatico, come la prospettiva di qualche altro week-end al mare prima della fine della stagione estiva, o di un aperitivo con gli amici il venerdì sera.

Ma cosa allevia veramente la fatica del pendolare che deve prendere il treno ogni mattina, o dell’impiegato che deve fare un lungo tragitto in metro o in autobus per andare in ufficio? La lettura di un libro, naturalmente!
Non so a voi, ma quando leggo sui mezzi i minuti letteralmente volano e in un baleno mi ritrovo a scendere alla fermata di casa! Vorrei quindi suggerirvi un romanzo per ingannare il tempo sui mezzi o allietare le vostre attese (spesso lunghe, lo so bene…) alla fermata.

L’ho scovato in libreria qualche tempo fa e mi ha subito attratto per la copertina (a riprova che anche l’occhio vuole la sua parte!), così ho deciso di comprarlo e ho trovato la sua lettura piacevolissima. Si intitola Le tartarughe tornano sempre ed Enzo Gianmaria Napolillo ne è l’autore.

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È la storia d’amore di Giulia e Salvatore, ambientata in un’incontaminata isola del Mediterraneo, che odora di salsedine e di pesce fresco. È spontanea come i ragazzi che ne sono protagonisti, e fragile come le loro dita che si intrecciano senza mai volersi districare al momento dei saluti.
Dall’azzurro del mare estivo le pagine del romanzo si tingono del rosa delle lettere che i due protagonisti si scambiano per colmare la distanza tra l’isola e Milano, città in cui Giulia risiede assieme alla famiglia.
Rosa che si scolorisce e diventa grigio quando i mesi a distanza aumentano, il freddo gela i rapporti e un evento drammatico scuote le coscienze dei due ragazzi mettendoli di fronte alla storia e ai suoi orrori: su una spiaggia dell’isola viene infatti ritrovato il corpicino morto di un bimbo africano e molti altri corpi che galleggiano in mare. La popolazione isolana reagisce in maniera discordante ma nonostante la confusione e l’indecisione generale Giulia e Salvatore sanno come agire, non esitano a scegliere da che parte stare.

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È un romanzo dalla bellezza disarmante, sia per la storia che racconta sia per le parole accuratamente scelte che l’autore adopera e giustappone, dando loro un peso e una leggibilità gradevolissimi.
Racconta la bellezza del Sud, delle persone, dei loro cuori grandi in cui ognuno trova posto e rifugio, narra la capacità degli adolescenti di crescere all’improvviso, di responsabilizzarsi e di riuscire a compiere la scelta giusta. Trovo che sia una lettura adatta anche ai giovani, infatti molti insegnanti la affrontano nelle scuole e organizzano incontri con l’autore.

Negli ultimi anni sta fiorendo una cospicua letteratura sull’immigrazione, è vero. Questo potrebbe far diffidare, per timore della solita retorica, ma forse c’è davvero necessità di una letteratura che affronti questo tema, di scrittori che ci raccontino le storie tragicamente vere, alle quali rischiamo di diventare sordi e indifferenti, perché ormai appartengono alla cronaca nera che ogni giorno ascoltiamo distrattamente al tg. Ve lo consiglio vivamente, per non smettere mai di riflettere e di non chiudere gli occhi di fronte a tutto questo.


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L’AUTORE – STEFANIA

Insegnante e Formatrice
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