I 10 diritti del visitatore al museo

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Forse ti stai già godendo le ferie.
Forse hai scelto una passeggiata tra le vie di un pittoresco paesino o forse tra le affollate strade di una calda città e forse ti sarai ritrovato ad entrare in un museo.
Perché?
Sei un cultore o desideravi solo un po’ di refrigerio dalla torbida estate? Sei curioso o cercavi solo un bagno pulito per i tuoi figli? La tua motivazione ha certamente guidato il tuo comportamento di visita, ma se avrai difeso i tuoi diritti di visitatore allora ti sarai anche sorpreso a godere di quel viaggio imprevisto tra storia e bellezza.

Quando avevo 8 anni i miei genitori organizzarono una visita ad una mostra temporanea di Roma sull’Antico Egitto. Ricordo che io e papà fummo gli ultimi del nostro gruppo ad uscire. Mi fermavo in ogni sala, con il naso schiacciato sulle bacheche e gli occhi grandi avidi di scoperta. Investii papà di domande curiose per tutto il tempo di visita e uscii da lì felice, perché nessuno dei miei “diritti di piccolo visitatore” era stato violato!
Perciò teneteli bene a mente!

1. Il diritto di visitare con il proprio tempo

diritto di visitare con i proprio tempo

Spesso superiamo l’ingresso del museo chiedendoci già quanto tempo ci vorrà per visitarlo, demotivati sin dall’inizio dal numero delle sale che colorano la mappa consegnataci dal personale all’entrata.
Sia che tu scelga di passeggiare serenamente per le sale soffermandoti a lungo davanti le opere, sia che tu preferisca attraversarle velocemente, sia che tu segua una visita guidata o che tu insegua la tua famiglia, ricevere una mappa vuol dire accettare il rischio di perdersi e allora… perdiamoci e scegliamo di farlo con il nostro tempo! E perché no, anche di corsa come in Bande à Part di JeanLuc Godard.

2. Il diritto di avere un’opera preferita

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Alcune opere sono in grado di emozionarci restando per sempre nella nostra memoria, altre non ci toccano, ci annoiano perfino.
Rispettare l’arte non significa amarla indistintamente.

3. Il diritto di coprirsi gli occhi
diritto di coprirsi gli occhi
Ph. Marco Peri

Alcune opere sono in grado di turbare profondamente il nostro animo, spesso perché provocatorie e irriverenti. Abbiamo il diritto di voltare lo sguardo, di scegliere di non guardare. Allo stesso tempo possiamo invece decidere di chiudere gli occhi per amplificare gli altri sensi, con la sola voglia di ascoltare il sommesso vociare, il rumore delle scarpe sul parquet delle sale, i profumi agrodolci che si mescolano tra loro.

4. Il diritto di sedersi
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Ph. Marco Peri

La nostra curiosità di vedere, conoscere, emozionarsi, deve fare i conti con il nostro corpo. Quando le gambe diventano pesanti e la schiena comincia ad indolenzirsi, inutile procedere: abbiamo bisogno di riposare. Guardi forse la televisione in piedi? Allora non aver timore di fermarti e sederti. E se nelle sale non sono previste delle sedute, il pavimento ti consentirà di osservare l’opera da un nuovo punto di vista!

5. Il diritto di copiare
diritto di copiare
Ph. Marco Peri

Tutti i più grandi artisti hanno iniziato copiando i capolavori esposti nei musei, basta un blocchetto e una matita o… il proprio corpo!
Hai mai provato ad imitare l’espressione del personaggio di un quadro o la postura di una statua? È quello che più comunemente viene chiamato tableau vivant: un’operazione esperienziale non solo divertente ma anche, e soprattutto, didattica poiché richiede attenzione al particolare e capacità di cogliere espressioni, dettagli, gesti.

6. Il diritto di fare domande
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Ph. Marco Peri

Se non comprendi qualcosa o sei curioso, hai il diritto di domandare. La curiosità è il motore della conoscenza, specie se condivisa.

7. Il diritto di condividere le impressioni
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Ph. Marco Peri

La condivisione consente di aprire gli orizzonti, creare discussioni, scoprire nuovi e stimolanti modi di osservare, secondo il punto di vista di ognuno, il modo di leggere la realtà che ciascuno ha appreso, integrandolo con il proprio bagaglio di conoscenze.

8. Il diritto di guardare solo un dettaglio
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Ph. Marco Peri

Il museo è luogo dell’osservazione ma oggi, bombardati da molteplici stimoli, abbiamo perso la capacità di osservare. Nel museo possiamo e dobbiamo recuperare quest’abilità cambiando punti di vista, creando con l’arte e le arti, usando strumenti diversi, giocando con l’opera in autonomia; recuperando il piacere dell’osservazione, stimolando lo sguardo nel cogliere il dettaglio, quel particolare che solo il tuo occhio investigativo ha saputo scovare.

9. Il diritto di non visitare tutto il museo

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Un museo ricorda talvolta un grande labirinto, bisogna andare a destra, a sinistra, salire, scendere, seguire le indicazioni… A te la libertà di scegliere il tuo percorso, di non leggere tutti i pannelli esplicativi, di curiosare a caso tra le sale…!

10. Il diritto di evadere con la fantasia

 

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Ph. Marco Peri

 

L’arte sa essere una formidabile macchina del tempo in grado di farci viaggiare in mondi e epoche lontane, indossando i panni di un marchese del XVIII secolo, o partecipando ad una battaglia cambiandone il destino…
Hai il diritto di osservare un’opera cogliendone la storia, la matericità, il significato o semplicemente prendendone parte con l’immaginazione!

E per finire, come insegna la nostra Costituzione: non ci sono diritti senza doveri, perciò…

hai il dovere di varcare la porta d'ingresso del museo e di concedergli la possibilità di emozionarti, cedendo al piacere della scoperta.jpg

Perché in fondo, citando le parole di Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, “Non contano i numeri dei visitatori entrati, ma quelli di chi è uscito diverso: il museo deve riuscire a trasformare le persone”.

E tu, a quale di questi diritti tieni di più quando visiti un museo?
Raccontami la tua esperienza!

 


lorena

L’AUTORE – LORENA

Presidente APS i4eleMENTI, Formatrice ed Educatrice
Scopri di più qui!

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5 pensieri su “I 10 diritti del visitatore al museo

  1. Questo post mi ha davvero emozionato.
    Non credevo di poter avere certi diritti e sono così entusiasta!
    Per me il primo è fondamentale.
    Per molti anni ho cercato qualcuno con cui condividere una giornata in giro per musei piuttosto che la visita ad una mostra tanto attesa.
    Poi mi sono resa conto che la migliore di tutte era stata una visita a cui ero andata da sola e avevo potuto scegliere i tempi. Magari più volte davanti allo stesso quadro andando avanti per le sale per poi tornare indietro a controllare ed ammirare un dettaglio per poi velocemente sfiorare appena con gli occhi altre opere per me meno interessanti.
    Ma anche la condivisioni è fondamentale. Adoro poter condividere un’opera che mi lascia senza fiato nel momento che la guardo estasiata. Ogni tanto ho anche importunato i presenti anche se perfetti sconosciuti!
    Ho deciso che stamperò questo post e lo condividerò con le amiche a me care che non sono su wordpress.
    Grazie!

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    1. Grazie a te Giusy, per l’entusiasmo con il quale hai accolto il mio articolo e per aver condiviso la tua esperienza.
      Quell’opera che non ti lasciava andar via, facendoti tornare ogni volta sui tuoi passi per ammirarla ancora un po’, mi ha incuriosita moltissimo. Ricordi dove ti trovavi e di quale opera si trattava? Ovviamente aspettiamo anche i commenti delle tue amiche per scoprire qual è il loro diritto più amato e tutelato! 😊
      – Lorena

      Piace a 1 persona

      1. Ma certamente!
        Ero a Gennaio a Berlino ad ammirare il mio pittore del cuore: Jan Vermeer alla Gemaeldegalerie.
        Mi sono fatta fare anche un paio di foto dopo aver chiesto permesso al custode di sala. Tra l’altro persona squisita che mi ha spiegato alcuni dettagli e dato informazioni su altri Vermeer che purtroppo erano fuori sede.
        Stamattina ho stampato il tuo post che verrà con me in ferie!!

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  2. Quando entro in un museo il diritto che rivendico è quello di potermi sedere e di stare in silenzio di fronte ad un’opera d’arte che mi emoziona in modo particolare. L’incanto svanisce quando vedo ragazzuoli sghignazzare e mettersi seduti, a volte di spalle, a chattare col cellulare, inconsapevoli e indifferenti di fronte a cotanta bellezza a loro offerta. Di solito intervengo, per deformazione professionale, anche se forse non serve a niente lo stesso. La sensibilità a volte può fare miracoli, anche se non c’e stata educazione alla bellezza ed è ad essa che facciamo appello quando costringiamo i ragazzi a guardare e a leggere la bellezza nelle sue svariate forme.

    Piace a 1 persona

    1. Credo che sedersi e stare in silenzio di fronte ad una opera d arte, sia un compito difficilissimo per le nuove generazioni abituate poco a fermare lo sguardo e molto a saltare da uno stimolo all’altro, abituate poco al silenzio riempito dai pensieri e molto al rumore che riempie un vuoto. Educare all’arte non è solo educare alla bellezza, così come visitare un museo non è solo ricevere una lezione di storia dell’arte. Grazie per il tuo commento che ha stimolato in me (e negli altri lettori, spero) una ulteriore riflessione😉
      – Lorena

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