APProfondiamo: Google Arts and Culture

AUDIO ARTICOLO INNOVAMENTI

Era da tempo che sentivo parlare di questa app: attraverso siti, passaparola, recensioni ma ancora non ero riuscita a studiarla e poterla utilizzare con un pochino di calma. Così settimana scorsa ho aggiornato Google Arts and Culture ed ho cominciato a giocare con le sue funzionalità.
Che dire? Prima impressione? Ottimo compromesso tra cultura e innovazione!

app museo

L’app insieme al sito web sono stati lanciati in realtà già da tempo, esattamente nel 2016, dal Google Cultural Institute con lo scopo di poter rendere accessibile e fruibile quel patrimonio artistico che difficilmente nella nostra vita sarà possibile visitare totalmente dal vivo.

Ad oggi sono più di 1200 i musei di 70 differenti paesi che hanno aderito all’iniziativa di Google e hanno dato il consenso alla pubblicazione di foto ad altissima risoluzione delle proprie opere. Facendo lo zoom di un quadro è possibile vedere esattamente le pennellate e la texture della tela:

puoi ritrovare i tratti tormentati di un espressionista, i punti ci colore tipici del puntinismo, le sfumature di un romantico, la solidità di un quadro metafisico

E poi adesso ho una piccola galleria tutta mia!
Eh sì, perché navigando tra i diversi musei e cercando tra i diversi autori puoi come collezionare in una sezione apposita tutte le tue opere d’arte preferite. Così al momento posso vantare opere di Monet, Degas, Van Gogh, Caravaggio, Courbet, Leonardo da Vinci, Magritte e Rubens. Direi niente male!

Un’altra funzionalità, forse quella che mi ha colpito maggiormente, sono i video 360°: video realizzati con questa tecnologia totalmente immersiva che associati a volte all’utilizzo della realtà aumentata ti permettono davvero di entrare totalmente in un altro mondo, fatto di luoghi lontani e elementi che prendono vita.

Foto 2.jpg

Però, ultimamente, questa app ha fatto parlare molto di se per aver introdotto una nuova funzionalità, che è diventata nel giro di pochissimi giorni virale: trova il tuo sosia in un’opera d’arte!
In realtà purtroppo,  questo “gioco” ancora non è disponibile per la versione italiana, particolare che è costato negli ultimi mesi molte recensioni negative sugli store dell’app del nostro paese. Ma siamo fiduciosi, e sappiamo che Google non ci metterà molto a fare approdare anche questo nuovo aggiornamento sul nostro mercato. Con la funzionalità Match me up basterà infatti solo scattarsi un selfie (al momento, da quanto dicono gli utenti oltreoceano, non è possibile accedere al proprio rullino fotografico) e attraverso un’analisi del volto l’app ti mostrerà il tuo sosia accompagnato da una percentuale di somiglianza. Nulla vieta che se non ci piacerà il sosia che ci verrà affiancato, potremo scattare un’altra foto e magari sperare in qualcosa di meglio.

Insomma la mia opinione su questa app (della quale ho evidenziato qui solo alcune funzioni) è senz’altro positiva, un escamotage per poter vedere luoghi, opere e conoscere nozioni artistiche senza però rinunciare al piacere e al divertimento frutto della tecnologia.


eugenia blog

L’AUTORE – EUGENIA

Marketing Analyst e Cultural Manager 
Scopri di più qui!

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3 pensieri su “APProfondiamo: Google Arts and Culture

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