Perché smettere di giocare ai videogames?

È capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di sentire la domanda “Ma vuoi spegnere quel videogioco?!”.
L’abbiamo chiesto, ce l’hanno chiesto, o forse semplicemente un giorno arriveremo a chiederlo, ma è una tappa fondamentale nella vita: il confronto fra chi i videogiochi li ama, e chi proprio non ne capisce nulla.

Forse, come me, anche voi ci avete pensato di recente, quando ha fatto scalpore la notizia dell’inserimento, da parte dell’OMS, della dipendenza da videogiochi nella lista dei disordini mentali. Perché si parla di dipendenza, ma più di qualcuno ha fatto (volontariamente o meno) confusione fra dipendenza e gioco ordinario.

In questo senso, una domanda potrebbe venir spontanea: esiste di fatto un limite di tempo entro cui stare davanti ai videogames non è dannoso?
Può essere realmente salutare giocare diverse ore di seguito ai videogiochi, magari addirittura in età infantile, immobili davanti ad uno schermo a fissare personaggi immaginari, spesso coinvolti in azioni persino violente?

La risposta a questa domanda esiste, ed è sorprendentemente… sì!

 

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Forse più di qualcuno resterà abbastanza scioccato nel leggere che, a volte, giocare ai videogames può essere persino salutare. Lo sostiene uno studio condotto da I. Garnic, A. Lobel e R. Engels presso l’olandese Radboud University: The benefits of playing video games.

Per chi mastica un po’ l’inglese, vi invito a leggere l’articolo originale, ricco di analisi e riferimenti veramente illluminanti. Risultano, ad esempio, numerosi i benefici riscontrabili nello sviluppo cognitivo dei bambini appassionati di giochi cosiddetti “sparatutto” (dal miglioramento delle abilità spaziali ad una più efficace attenzione selettiva), mentre negli adulti si registrano più netti i benefici dal punto di vista emotivo (il potere rilassante dei puzzle è comprovato); in aggiunta, sempre di più sono i videogames rilasciati nella forma multiplayer, in grado di suggerire strategie di socializzazione, lavorando sui meccanismi sociali di rispetto delle regole e di senso del dovere all’interno di una comunità.

E in questo interattivo universo di sfide ed emozioni il merito più grande dei videogames, io personalmente, lo ritrovo nella sfida alla motivazione.  

Viviamo in un mondo in cui bisogna arrivare sempre per primi, dimostrando di non aver mai perso la propria self-confidence, la sicurezza nei confronti delle proprie capacità: sin da bambini, non vogliamo altro che venir lodati per la nostra intelligenza.

Eppure, all’interno di un videogioco,
i fallimenti sono all’ordine del giorno.

Non esiste un giocatore che non abbia mai sperimentato lo shock di un game over inaspettato. E come sottolineano gli autori della ricerca, “quando si confrontano con il fallimento, i giocatori sono fortemente motivati a riprovare a vincere, e diventano ottimisti senza tregua riguardo i loro obiettivi.”

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Sperimentare vari game over in un videogioco significa provare il desiderio di superare quella sfida, per andare avanti, verso missioni sempre più difficili. E così, sullo schermo della tv, si ha un feedback immediato sulle proprie capacità, sui propri miglioramenti, un game over dopo l’altro: si racconta così ai più giovani che, davanti al fallimento, non bisognerebbe sentirsi privi di capacità, bensì carichi di proattività.

Per chiudere il cerchio, e rispondere a chi, in tutti questi anni, mi ha chiesto “quando smetti di giocare ai videogames?”, penso che l’abuso sia pericoloso, ma la privazione lo sia altrettanto: la ricerca di soft skills che tanto ci serviranno nel mondo “reale” può partire anche da qui: da un game over di troppo in un mondo di fantasia dove, alla fine, fallire non è poi così grave.

 


audio


 

alessia blogL’AUTORE – ALESSIA

Web Content Creator e Communication Manager
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2 pensieri su “Perché smettere di giocare ai videogames?

  1. Brava Alessia!
    Hai citato i ‘fallimenti’ in un contesto di gioco come motivo di crescita nel mondo reale: dovrebbero leggerlo tutte le persone che non si sono mai avvicinati al mondo dei videogames .. magari con un punto di vista diverso riescono a farsela col sorriso una partita a Super Mario 👾

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    1. Grazie mille Daniele… Spero che qualcuno sia stuzzicato dall’idea di provare qualche videogame e immergersi nella possibilità del “fallimento senza conseguenze negative”!
      Super Mario poi è uno dei maggior stimolatori di “proattività”… oltre al game over, incoraggia a non fermarsi castello dopo castello… meglio di così! 😀 A presto!
      – Alessia

      Mi piace

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